Inps e direttive per pensioni invalidi: chi è a rischio di non riceverle

Arrivano delle nuove direttive dall’INPS sulle pensioni d’invalidità civile, ecco cosa cambia e chi potrebbe essere escluso.

Con il messaggio numero 2705 del 18 luglio l’INPS cambia le carte in tavola per le pensioni di invalidità civile, quindi le prestazioni erogate in favore delle persone con una capacità lavorativa ridotta. Sembra, infatti, che verranno cambiate i requisiti in base ad una rettifica del messaggio 1688 del 2022. Ma quali sono i requisiti di partenza, e cosa è andato a cambiare? Andiamo per gradi e vediamolo insieme.

Pensione di invalidità civile: cosa sta cambiando?
Pensione invalidità (Canva) – Bonus.it

Il punto cruciale di questa pensione si concentra tutto, ovviamente, sul limite di reddito da non superare per poter usufruire di tale diritto. Quindi, in caso di invalidità che provoca una capacità lavorativa ridotta in una percentuale compresa fra il 74% e il 99%, si parla di un reddito di 5.391,88 euro, mentre in caso di riduzione totale della capacità lavorativa, si parla di un reddito pari a 17.920,00 euro.

Pensione di invalidità civile: cosa è cambiato?

Ma quali sono i redditi che rientrano nel computo generale sopra indicato? Nel messaggio 1688 del 2022 l’INPS spiegava che venivano calcolati i redditi di qualsiasi natura, da considerare al netto degli oneri deducibili e delle ritenute fiscali, tranne alcune eccezioni:

  • reddito derivante dalla pensione di invalidità civile stessa;
  • rendite Inail;
  • pensioni di guerra;
  • indennità di accompagnamento;
  • reddito della casa di abitazione.
Redditi per il calcolo della pensione di invalidità
Comunità (Canva) – Bonus.it

Stando a queste dichiarazione, quindi, il calcolo dei redditi di 5.391,88 euro e 17.920,00, sono stati considerati come redditi della persona al netto delle tasse, nonché di altri oneri deducibili. Ma proprio in questi giorni, su questo punto, l’INPS è tornata sui suoi passi. Infatti nel messaggio numero 2705 del 2023 rettifica quanto spiegato prima, affermando che il reddito rilevante ai fini della verifica di tale diritto va considerato al lordo delle ritenute fiscali.

Quindi il reddito andrà, presumibilmente, considerato al netto degli oneri deducibili, ma al lordo delle ritenute fiscali. A livello pratico cosa significa? Considerandolo al lordo delle tasse, si ridurrà la platea degli aventi diritto, perdendo il diritto alla prestazione. Pensandola in maniera ancora più pratica, una persona con l’80% di invalidità e con un reddito a 6mila euro lordi, al cui netto delle ritenute fiscali scenderà a 4mila euro.