Si parla ancora del caro voli: la nuova strategia di Ryanair

Ryanair voleva reagire al decreto dell’Italia lasciando il nostro Paese ma ora sembra che abbia cambiato totalmente idea

Al decreto del governo contro il caro voli, la nota compagnia irlandese a basso costo Ryanair aveva minacciato di lasciare l’Italia. Al momento nulla di ciò sembra reale, anzi. La compagnia ha reagito invece ai tagli dei voli di Wizz Air previsti nel prossimo inverno e ha programmato un piano che potrebbe essere definito tariffe di “salvataggio” per far salire a bordo i passeggeri dell’altra compagnia.

Ryanair
Un aereo Ryanair (foto Canva) – Bonus.it

È stato annunciato di voler “accogliere i viaggiatori italiani interessati dalle ultime cancellazioni da parte di Wizz Air da Catania, Milano, Lamezia Terme, Napoli e Torino”. La low cost ungherese ha preso questa decisione a causa delle riduzione della flotta. Le tariffe previste da Ryanair partiranno da 24,99 euro.

Ryanair e altre contro il decreto del governo

Il tutto è nato dal decreto del governo che pone un tetto massimo per i voli nazionali per Sicilia e Sardegna che deve essere pari al 200% dei biglietti degli ultimi tre mesi. Secondo l’a.d. di Ryanair, Eddie Wilson, la misura . definita “ridicola e illegale” – contrasta con il regolamento 1008 dell’Unione europea che prevede la libertà alle compagnie di fissare i prezzi.

Ryanair
Voli sulla cartine dell’Europa (foto AdobeStock) – Bonus.it

Dalla minaccia di lasciare le rotte italiane a favore di quelle spagnole all’allargamento con le tariffe di salvataggio. Un cambio di idea ben radicale che si può spiegare solo nell’importanza che ha l’Italia nell’economia della compagnia. Del resto i voli a basso costo non possono che far golo agli italiani che stanno patendo in modo particolare la crisi inflazionistica.

Contro il decreto ovviamente si muove tutto il mondo dei viaggi aerei. L’associazione di categoria Airlines for Europe (A4E) nelle scorse settimane ha scritto una lettera a Bruxelles con la quale ha invitato le istituzioni europee “a chiarire con l’Italia se questo intervento abbia un impatto sul mercato del trasporto aereo, libero e deregolamentato in Europa”.

La preoccupazione principale è che la legge potrebbe costituire un precedente e anche altri Stati potrebbero adottare norme del genere. L’amministratrice delegata di A4E Ourania Georgoutsakou ha affermato che limiti a determinate rotte porterebbe a una violazione dei diritti delle compagnie che devono essere libere di competere tra loro sui prezzi.